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G li atleti sono pronti, le tifoserie schierate, la tensione altissima. Questo momento viene atteso dai contradaioli per un anno intero. I colori delle contrade infestano Corso Tulliano trasformando in una vera e propria curva da stadio la curva prima dell'arrivo.Il primo atleta a posizionarsi sulla linea di partenza è il fantino a cavallo(o ad asino, se preferite) del suo asino.La prima gara infatti è la corsa degli asini, durante la quale i partecipanti devono percorrere tutto il tragitto che va dai Barnabiti all'arrivo in Piazza Municipio, circa 330m. Come in quasi tutte le gare, noi tifosi del Ponte, come del resto quelli delle altre contrade, attendiamo in silenzio che i contendenti varchino la linea dell'orizzonte.E' allora che l'entusiasmo prende il sopravvento. La contrada in testa esplode mentre le altre non sono da meno nell'incitare il proprio fantino ed asino.La storia insegna che spesso questa gara non è finita se non pochi metri prima dell'arrivo. E' poi la volta della corsa con la cariola. In questa specialità gli atleti devono condurre una cariola in legno di tipo artigianale caricata con un sacco di grano che porta il peso complessivo pari a 50kg. Il percorso è più breve, circa 280m, ma le emozioni sono sempre le stesse. La gara della corsa con il sacco prevede che i concorrenti percorrano il tragitto all'interno di un sacco che tengono saldo all'altezza della vita. Ovviamente l'unico modo di procedere è saltellando. E' uno sforzo fisico notevole che strema gli atleti. Tocca ora alla corsa con la cannata. La cannata è un tipico recipiente ciociaro, simile ad una piccola anfora, che veniva usato per trasportare l'acqua dalle sorgenti alle proprie case. Le donne di un tempo erano solite posizionare la cannata sulla loro testa e con incredibile equilibrio compievano, a passo d'uomo ovviamente, percorsi proibitivi attraverso le campagne senza perdere neanche una goccia d'acqua. La relativa gara del Gonfalone ha il solito percorso, ma le concorrenti avranno andamenti molto più sostenuti.. La corsa della staffetta è la gara che forse non ha bisogno di spiegazioni. Quattro concorrenti si avvicendano con un testimone su un tragitto che comprende il tratto delle gare precedenti e il tratto di Via Aquila Romana formando così un percorso circolare.La cosa che più sorprende di questa gara è il fatto che ai piedi dei concorrenti non vedrete delle normali scarpe da corsa, bensì le ciocie con le quali sembrerebbe impensabile effettuare falcate più lunghe di un normale passo. Nonostante sia agosto è ormai notte. Dai risultati delle gare precedenti si incomincia a delineare il podio. L'ultimo campo di battaglia è in Piazza Minicipio dove si svolge il tiro alla fune. Spesso questa è stata una gara decisiva per l'assegnazione del Gonfalone.Potete immaginare il pathos che avvolge tutta la piazza quando i concorrenti si schierano da una parte e dall'altra della fune. I loro visi ad un tratto diventano maschere di dolore e sofferenza nel titanico sforzo di strappare ancora un centimetro, o di non cederlo. Alla fine i vincitori celebreranno e saranno celebrati con la consegna del tanto ambito drappo. E' una giornata incredibile. Che si vinca o si perda, quei momenti rimarranno impressi nelle vostre menti. In un era in cui le tradizioni vanno a confondersi nel villaggio globale questo paese torna alle proprie origini più pure offrendo uno spettacolo folkloristico come pochi, qui si combatte con le proprie mani nude, con il sudore e soprattutto l'ardore di portare i propri colori alla vittoria...
Corsa con gli Asini, Amedeo e Moreno Giovannone
Corsa con la Carriola, Daniele Tommaselli
Corsa con la Carriola, Marco Zagaroli
Corsa con la Cannata, Alessia Rea
Corsa con la Cannata, Claudia Raiola
Corsa con il Sacco, Tiziano Mura
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